*L'Arte del Qui

Cosa facciamo Qui

L’arte dello stare Qui è un allenamento a stare pienamente dentro la vita, anche quando sembra che voglia toglierti qualcosa e tutto ti appare contrario, pesante o senza senso.

E a starci creativamente: cioè abile a creare, in cooperazione con i moti della vita, il tuo modo unico e irripetibile di come gradisci esistere.

La finalità di questo esercizio è spostarti da un fallimentare e malato tentativo di esserci, fondato sulla paura, per andare a riscoprire la gioia e la forza di essere parte inscindibile del Campo. 

Non sei qui per temere di vivere: sei particella del Campo, un’energia disegnata per scambiare dentro un’altra energia. 

Un fiore non può fuggire dalle mutazioni del suolo o del vento: sa che senza il suolo e l’aria egli non esisterebbe. Se il suolo si modifica, il fiore partecipa al mutamento in corso; se il vento soffia forte, il fiore si flette.
In ogni caso non smette mai di essere fiore.

Per tornare a rimanere unito alla vita, come saggiamente sa fare il fiore, ti aiutiamo a ricordare un linguaggio che un tempo conoscevi bene: il codice del sentire. 

Ti accompagniamo a risvegliarti all’intelligenza sensibile, rispetto alla quale ti sei addormentato. L’intelligenza che nel tuo corpo, nel cervello e nel cuore sa da sempre come muoverti con fiducia in mezzo alle variabili onde della vita. Anche quando soffiano venti di tempesta e ti domandi perché.

Non si tratta di diventare “qualcun altro”, ma di ritrovare quel legame naturale di dialogo con la vita che esiste già in te.

Verifichiamo insieme che qualunque cosa tu stia incontrando, è solo una forza che viene a scambiare energia con te: vuole dialogare con te, e lo fa per come è la vita, in modo paradossale e illogico. 

L’esistenza non gradisce che tu la rifuggi o pensi di doverla subire: vuole che partecipi creativamente con quello che ti sta offrendo Qui. Se provi a respingere una sua qualche manifestazione, la stessa si ripresenterà più grande di prima.

Sei consapevole di quante energie disperdi preoccupandoti che le cose rimangano, che non cambino mai? O cercando inutilmente di impedire che certe situazioni si presentino?

In questa palestra eserciti la scelta di stare Qui veramente: impari ad onorare il tuo essere Qui.

Cosa impari nell’Arte dello stare Qui?

  • A diventare parte attiva di quello che accade.
  • A praticare semplici attenzioni e azioni quotidiane che ti aiutano a sentirti di nuovo presente, vivo, connesso.
  • A riattivare il tuo potenziale creativo, che hai in dote per partecipare agli eventi che incontri e generare le risposte che ti servono.
  • A fidarti proattivamente di quello che senti vero, anche se non ha una logica apparente.
  • A fidarti di come vieni mosso e di come ti muovi, anche se non sai dove ti porterà.
  • A lasciare andare ciò che non serve più, per fare spazio al nuovo.
  • A esercitare il libero arbitrio.
  • A coltivare atti di rispetto verso di te, verso i tuoi bisogni, verso ciò che senti vero e rispetto alla direzione che senti di seguire.
  •  

Il Campo vuole che tu ti faccia trovare Qui. Vuole ricordarti che sei parte dell’Amore che lo avvolge in ogni sua manifestazione: te ne porta sempre un po’, anche quando si presenta con abiti orribili.

Il mondo illogico del “Collamore”

A volte la vita ti mette davanti a esperienze che non riesci a comprendere.
Non seguono alcuna logica, nessuno dei paradigmi che ti hanno insegnato su cosa è giusto o sbagliato, su cosa si suppone sia bene o male, su cosa dovrebbe succedere o su come ti dovresti sentire e comportare.
In certi momenti, tutto appare confuso, contrario, fuori posto.

Ed è proprio lì che puoi iniziare a conoscere un altro modo di guardare le cose, che non si basa sulla paura, sul lottare o sul controllo. Un modo che non cerca di sistemare tutto, ma di con-tenere ciò che accade: “tenerlo-con” te per poterlo accogliere, dialogarci e generare una risposta.

Qui lo chiamiamo Collamore.

Il Collamore è la dimensione dell’Amore, e non ha nulla a che fare con nessuna delle logiche di sicurezza a cui ti sei appellato, tantomeno la logica di perfezione.
È la sostanza invisibile che tiene insieme il paradosso del Campo e permette ogni cosa così com’è: unisce gli opposti e avvicina ciò che sembra distante. È il piano in cui tutto può esistere, anche quello che non capiamo.

Il Collamore non segue la logica del giusto e dello sbagliato, del sicuro e del pericoloso. Non divide le esperienze tra quelle da tenere e quelle da rifiutare.
Lascia che le cose accadano e si trasformino attraverso il semplice fatto che esistono e si incontrano.

Nel Collamore, le cose non vengono separate: vengono tenute in relazione.
Tu e quanto ti accade non siete due entità nemiche, né separate: siete la stessa corrente di energia, che si sta manifestando in un certo modo.

Il Collamore permette che, rispetto al movimento in cui sei coinvolto ora, tu sia libero di comportarti come vuoi: puoi interpretarlo come una forza esterna e pericolosa e pensare di respingerla;
oppure puoi considerarla come un’estensione di te, e prendertene cura,
starci insieme.

Vi puoi accedere solo quando dai spazio anche alle parti di te che normalmente scarteresti o giudicheresti come “sbagliate”; e quando relazioni e scambi con quello che la vita ha messo in te, o ti porta.

Su questo piano illogico la sicurezza non viene dall’avere tutto sotto controllo: viene dal lasciare che le cose si muovano, si incontrino, si trasformino.
Viene dal fidarti che ogni scambio con la realtà, anche quello che ora ti fa paura, può generare qualcosa di nuovo e vivo.

Il Collamore si basa su due fondamenti: Relazione e Interdipendenza.
Tutto è in relazione con tutto. Anche tu. Ogni parte della tua esperienza, anche quella che ora ti pesa o ti fa male, è connessa a qualcosa di più grande.

Quando ti rieduchi a rispettare il linguaggio del sentire, riprendi il dialogo con la forza del Collamore: non hai più bisogno di spiegare tutto e sai riconoscere il valore di ogni cosa, anche del dolore.

Allora qualcosa dentro di te si rilassa profondamente: ti senti finalmente “a casa”.
Ti accorgi che non devi più combattere per essere nel giusto o perché la vita sia giusta. Riesci a cogliere che c’è intelligenza in ogni cosa che accade.
Non devi più seguire regole vecchie, pesanti, basate sulla paura.

L'esperienza del piano illogico è altamente curativa

La neocorteccia frontale è un organo percettivo, progettato per organizzare la risposta partecipativa a quanto gli viene comunicato dall’intelligenza sensibile, dal sentire.
Quando il tuo comportarti è identificato con memorie emotive, convinzioni o credenze, sei rigidamente vincolato a ripetere risposte comportamentali preconfezionate: che ovviamente non possono renderti partecipe a nessuna situazione che si presenta diversa da quel bagaglio di conoscenze a cui ti appelli. La vita viene a testare la tua affezione a quelle credenze, perché nel Campo Elettrico non sono previste fissazioni, portandoti scenari a cui non sai rispondere in quella vecchia modalità: e lì vai in crisi, ti senti impotente, ti spaventi, ti agiti, reagisci in modo protettivo o aggressivo a quanto ti accade. 

Quando nel sangue circola costantemente adrenalina, perché temi di non farcela a far fronte agli eventi nuovi o imprevisti, il sistema nervoso limita l’efficienza dell’apparato sensibile, incluso il cervello frontale: significa che non hai più pieno accesso alla tua intelligenza, e che ti ritrovi limitato nel rispondere creativamente alle situazioni.

L’esperienza della dimensione del Collamore, che accade sul piano dell’illogico, rimette in circolo nel sangue endorfine, dopamine e ossitocine: gli ormoni del piacere e della gioia di esistere, e del poter agire. Questa potente attivazione neurochimica ha il potere di disintossicare la neocorteccia frontale dall’assuefazione al replicare comportamenti usurati e disfunzionali a sfondo adrenalinico. Il cervello, liberato dall’intossicazione paralizzante della paura, si rivela nel suo straordinario potenziale di funzionamento: dal quale, esattamente come il Campo Elettrico, è in grado di creare e dissolvere oltre la nostra immaginazione e in qualunque situazione. L’attivazione neurochimica derivante dall’esperienza del Collamore ti riporta all’ordine di funzionamento originale: sento, quindi sono Qui (endorfine); sono Qui, quindi posso agire (dopamine); mi sento contento perché riesco a scambiare con lo scenario in cui sono (ossitocine). L’illogico è altamente curativo: nascono nuovi comportamenti, mutano gli scenari.

Nel Collamore Collamore hai il pieno consenso al tuo stare Qui: uno stare non perfetto, ma vero. Non logico, ma profondamente tuo. Non privo di fatica, ma colmo di senso.

Come e perché

Non cerchiamo di “aggiustarti”, perché non sei rotto.

Ti senti rotto o sbagliato perché credi che quello che ti succede sia un qualcosa di diverso da te, o a te contrario: e lo respingi, o rifuggi.

Qui non cerchiamo di capire tutto: prima serve ricordare come funzioni, poi la comprensione si rivela.
Siccome funzioni come energia dentro energia, ti accompagno a stare, a sentire, a muoverti insieme a ciò che accade, senza scappare e senza dover controllare tutto.

Qui si impara a riconoscere che proprio dentro ciò che ti fa soffrire, o che ti blocca, dentro le situazioni che ti sembrano ingiuste, incomprensibili o troppo difficili da affrontare, c’è il movimento previsto per te, che ti chiama a essere vissuto

E che per unirti a quel movimento ti serve cambiare il comportamento, l’attitudine con la quale finora ti sei proposto.

Entrando nella piena percezione del corpo alleniamo la naturale dote della Presenza: diventi una compagnia neutra e spaziosa, sensibile e amorevole, capace di ascoltare il movimento in corso e scorrerci insieme.

In questo modo favorisci il cervello ad allinearsi al senso originario di essere Uno, unità con quanto accade. E a connettersi al senso intelligente di quel muoversi, anche se non ha ancora una forma chiara.

Permetti al cervello di generare creativamente la risposta comportamentale che sposa il movimento: così il tuo essere può seguire la vita e il te stesso umano rispettare le proprie necessità.

Perché unirti a questa palestra?

Perché tu sei il Campo e il Campo è te: questo è il gioco in cui giocare, non ce n’è un altro, non puoi evitare che sia così.

Sei qui per esperire appieno come funziona il Campo: e per esperire che, grazie al libero arbitrio, tu puoi determinare cose nel Campo

Non sei Qui per errore: neppure per temere e sprecare l’opportunità della vita. 

Il Campo ti vuole Qui, ne sei parte: e ti dona un’intelligenza sensibile per poterci stare.
Hai in te la possibilità di trasformare qualunque attrito impegnativo in un gesto creativo, in un atto di amore verso te stesso e verso la vita.

Unirti a questa palestra è per scegliere, ogni giorno, di partecipare a ciò che è.
Per riabituarti alla libertà di essere vivo, quindi variabile e imperfetto.
Per permetterti di essere cambiato e di cambiare.
Per lasciare agli altri tracce di coraggio.
E per lasciare nella memoria del mondo scelte che aprono spazio all’amore e riducono la paura.

Cosa mi serve per unirmi all'Arte dello stare Qui?

Ti serve riscoprire le risorse che già hai in dote. Quelle che il Campo, la forza più grande di cui fai parte, ha già messo dentro di te:

  • La tua Presenza come cellula umana, consapevole di essere parte di un movimento di energie.
  • Il cervello del Cuore, che sente prima di capire, e che sa parlare il linguaggio illogico dell’Amore e del Campo.
  • Il corpo, che percepisce tutto e ti dà segnali chiari anche quando la mente è in confusione.
  • L’autoconsapevolezza, in cui sei la stessa coscienza che crea le situazioni.
  • Il libero arbitrio, per scegliere ogni volta il rispetto di te, la tua verità, il tuo modo di stare.

Come accade l’allenamento?

Lo facciamo in modo diretto, coinvolgente, a volte anche teatrale e catartico: per permettere il cambiamento non basta parlare, serve vivere, agire, lasciare che anche il corpo partecipi.

Ci muoviamo in un ambiente amorevole e non giudicante, dove puoi permetterti di sentire tutto: la paura, la rabbia, la bellezza, la confusione,l’amore. E da lì imparare a rispondere, non più solo a reagire per proteggerti.
A volte con un gesto. A volte con una scelta. A volte semplicemente restando presente.

Allenarsi a passare dalla paura alla partecipazione non è solo liberatorio: è nutriente. È un carburante naturale per quella parte di te più profonda, quella che sa creare nuove risposte, nuove strade, nuovi modi di vivere.

Non cerchiamo risposte ai “perché” della tua sofferenza. Non ci perdiamo a scavare nel passato o a cercare spiegazioni. Ci esercitiamo a tornare fedeli al presente, a conversare con ciò che sta accadendo adesso. E ci diamo il permesso di essere vivi, imperfetti, contraddittori. Di sbagliare. Di cambiare idea.

E succede qualcosa di potente: capisci che puoi determinare il variare di ciò che incontri. Allora invece di temere quello che viene a te, o di interpretarlo come un problema, una minaccia, un dramma, lo cogli come un invito. Una chiamata a esserci, a lasciar andare vecchie attitudini timorose, a comportarti in un modo nuovo. 

Ti accorgi che non ti lamenti più. Non sprechi più energie a cercare spiegazioni inutili.
Cominci a vivere davvero.

Mostrati fedele al Campo, permetti il suo mutare. Ti scoprirai capace di disegnare nuovi quadri nella tua vita. L’Amore sarà felice di accompagnarti.